Il Laboratorio nell'inverno ‘96/'97 è protagonista di una provocazione teatrale, mettendo in scena “L'uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello in versione tradotta in lingua piemontese, con gran scandalo dei ben pensanti ma con un notevole successo di pubblico. Il lavoro si replica fino alla fine del 1997.
Nel 1997, Vittorio Aime scrive e mette in scena un canovaccio dal titolo "Costanzo e l'uomo" basato sulle poesie di Costanzo Liprandi, interpretato tra gli altri, dai ragazzi del primo corso di formazione, con musiche scritte per l'occasione dalla M.a Maria Teresa Civra. Repliche fino alla fine del 1998.
Dopo una lunga pausa, il laboratorio riprende l'attività portando in scena “La buona novella” di Fabrizio De Andrè. Vittorio Aime, scrive un canovaccio che recita lui stesso, occupandosi della regia dello spettacolo. Seguono svariate repliche fino alla fine del 2003.
Il 6 dicembre 2002, intanto, si realizza una serata speciale dedicata ad uno scrittore cittadino, Aldo Rosa, dalla penna estremamente raffinata ancorchè fortemente intinta nei caratteri fondamentali della sua terra. Titolo della serata "La bici di Matteo"; vi partecipano il M.o Passuello alle tastiere (ha composto anche le musiche originali), Livio Lisa e Toni Darò alle chitarre e Vittorio Aime, voce recitante. Nessuna replica.
L'8 settembre 2003, nella piazza municipale, per la regia di Vincenzo Gamna, va in scena nell'ambito del Progetto Cantoregi, "Passio della Resistenza", sorta di Oratorio laico a più voci in memoria della guerra partigiana, al quale, il Laboratorio, partecipa massicciamente.
Il 27 maggio 2004 va in scena la prima di “Malditango” , spettacolo che Aime trae da “La pampa piemontese” di Lorenzo del Boca, e che raccoglie il consenso di un gran numero di persone ma non trova sbocco in un numero adeguato di repliche.
Nel 2006, a 10 anni esatti dalla fondazione, è la volta di “Un ispettore in casa Birling”, giallo di J. B. Priestley.